SARDIGNA NATZIONE INDIPENDENTZIA - UNIDADE INDIPENDENTISTA

Su Forum de sos Indipendentistas Sardos / Il Forum degli Indipendentisti Sardi


    Psd'az e indipendenza

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    realista

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    Psd''az e indipendenza

    Messaggio  realista il Gio Mag 21, 2009 12:54 pm

    MOZIONE MANINCHEDDA: SANNA, PLANETTA; DESSI’, SOLINAS sull’indipendenza della Sardegna.


    Il Consiglio Regionale della Sardegna

    - accertato che lo Stato italiano è largamente responsabile:
    1) dell’inquinamento dei siti industriali più importanti della Sardegna;
    2) della desertificazione del settore manifatturiero in Sardegna;
    3) dell’eccesso di pressione fiscale e tariffaria sulle imprese e sui cittadini;
    4) del sistema di regole e privilegi che sta consegnando la Sardegna a poche imprese dominanti, ormai prossime a configurarsi come oligopoli;
    5) del tentativo di scaricare sul bilancio regionale i costi del welfare, della scuola e degli enti locali, oltre quelli già a carico della Regione, dei trasporti e della Sanità;
    6) della spoliazione culturale derivante da una sistema scolastico monolingue, ostile alla cultura e alla lingua dei sardi, sostanzialmente non diversificato nell’offerta formativa e ormai allontanato dalle aree rurali;

    - accertato che la maggior parte dei fondi statali stanziati negli anni passati per l’industrializzazione della Sardegna sono stati consumati da industrie di Stato che poi hanno abbandonato e continuano ad abbandonare la Sardegna;

    - ricordato che il patrimonio boschivo e ambientale della Sardegna ha subito i maggiori insulti per le concessioni governative concesse dallo Stato;

    - assunto che nei settori della sanità, dei trasporti e della scuola, lo Stato italiano da una parte impone le regole antiquate e oligopolistiche che caratterizzano da sempre la sua storia e la sua cultura, dall’altro scarica interamente i costi di questi diritti sulla fiscalità regionale, cioè sulla ricchezza prodotta dai sardi;

    - constatato il privilegio accordato nel tempo dallo Stato italiano alle regioni del Nord Italia in termini di trasferimenti pubblici, di servizi e di infrastrutture, confermato recentemente dalla rimodulazione del riparto di alcuni fondi Europei che ha determinato che nel Sud e nelle Isole sia rimasto poco più del 30% delle risorse originariamente disponibili;

    - ricordato che del territorio della Sardegna decidono i sardi e non lo Stato italiano

    impegna

    la Giunta Regionale a guidare la Sardegna verso una piena e compiuta indipendenza, avviando con lo Stato italiano una procedura di disimpegno istituzionale che preveda un quadro articolato di indennizzi per la Nazione sarda, in ragione di tutte le omissioni, i danni e le sperequazioni che la Sardegna ha subito prima dal Regno e poi dalla Repubblica italiana.

    I Consiglieri Regionali
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    realista

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  realista il Gio Mag 21, 2009 12:59 pm

    Da: http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=114793&v=2&c=1489&t=1

    IL SARDEGNA - Politica: Sardisti, la mossa a sorpresa: «Battaglia per l'indipendenza»
    21.05.2009
    «La Giunta regionale si impegni a guidare la Sardegna verso una piena e compiuta indipendenza, avviando con lo Stato italiano una procedura di disimpegno istituzionale che preveda un quadro articolato di indennizzi per la Nazione sarda in ragione di tutte le omissioni, i danni e le sperequazioni che la Sardegna ha subito prima dal Regno e poi dalla Repubblica italiana». A scriverlo non sono gli indipendentisti dell'iRs di Gavino Sale, nè Sardigna Natzione di Bustianu Cumpostu. Ma un pezzo importante della coalizione di centrodestra. Quei sardisti che non più di qualche mese fa - con un gesto da molti criticato - hanno consegnato in segno di ospitalità al premier Berlusconi la gloriosa bandiera dei quattro mori. Eppure, a tre mesi dalle elezioni vinte dal Pdl, dopo parecchie promesse non mantenute dal Governo e la minaccia di una centrale nucleare nell'Isola, il Psd'Az alza il tiro. «LO STATO ITALIANO è largamente responsabile dell'inquinamento dei siti industriali, della desertificazione del settore manifatturiero, dell'eccesso di pressione fiscale e di un sistema di privilegi che sta consegnando la Sardegna a poche imprese dominanti», si legge in una mozione presentata ieri dai consiglieri sardisti, primo firmatario l'ex Progetto Sardegna Paolo Maninchedda, in cui si accusa il Governo di tentare di scaricare sul bilancio regionale i costi del welfare, della scuola e degli enti locali nonchè di impoverire la cultura sarda e di privilegiare le regioni del Nord Italia in termini di trasferimenti pubblici, servizi e infrastrutture. Dopo aver ricordato che «del territorio della Sardegna decidono i sardi e non lo Stato italiano» il Psd'Az chiede che la Giunta inizia una battaglia per l'indipendenza dell'Isola. Che sia un messaggio per il governatore Cappellacci? A.Z.

    lutzedhu

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  lutzedhu il Ven Mag 22, 2009 7:45 am

    No est contu 'e pacu ispera. Custu est su PSD'az chi mi piaghet.
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    realista

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  realista il Ven Mag 22, 2009 10:40 am

    A mei puru!!
    Ora la giunta rgionale sarà obbligata a parlare in aula di indipendenza e ne verranno fuori delle belle. Spero che il Psd'az vada fino in fondo e che tutto il mondo indipendentista gli dia forza e sostegno come è giusto che sia. Finalmente il Psd'az fa capire qual'è la differenza fra stare al governo e non esserci.
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    *sardus.filius*

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  *sardus.filius* il Ven Mag 22, 2009 12:02 pm

    realista ha scritto:A mei puru!!
    Ora la giunta rgionale sarà obbligata a parlare in aula di indipendenza e ne verranno fuori delle belle. Spero che il Psd'az vada fino in fondo e che tutto il mondo indipendentista gli dia forza e sostegno come è giusto che sia. Finalmente il Psd'az fa capire qual'è la differenza fra stare al governo e non esserci.


    Oi realì..., dall'esame della mozione mi pare il solito inciucio, soprattutto quando si parla di "disimpegno istituzionale". Non ci si accorge che il disimpegno istituzionale è iniziato da tanto tempo e l'unica a non essersene accorta parrebbe essere proprio la Regione (che se ne va a chiedere indennizzi non tanto per i territori sacrificati o per le popolazioni residenti ma per la "Nazione Sarda", che non è scritta nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo). Se invece di perdere tempo a discutere di ciò che non gli compete avessero preso qualche iniziativa concreta per far fronte alla mole di problemi che attanagliano l'isola, forse avrebbero fatto meglio, ma si sa, preferiamo dar retta alle campane del quaquaraquà piuttosto che risolvere gli atavici problemi che ci sovrastano. L'indipendenza per mozione non s'era sentita mai, secondo me è una bella trovata, peccato che non sortirà alcunchè di buono oltre il solito blatterare che si fà. Tantu già semus arrivados a bellu puntu!!!!

    Marku

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    cali indipendentzia?

    Messaggio  Marku il Ven Mag 22, 2009 1:06 pm

    Saludi a totus, donia tanti is sardistas si nd’arregordant de s’art. 1 de s’istatudu e torrant a pesai pruini! Istimada Realista deu in cussu partidu nci seu giai passau, si ti nau ca dirigentzia seria no nd’at mai istetiu mi creis? Prus de trint’annus faidi candu emu incumintazu a organizai sa cosa in bidha mia, emu postu in peis unu trabballu chi pinnicara a pari tanti sardistas(?) puru, fintzass a mi nd’accattai chi calincunu de custus ca fiant sardistas nimancu dhu iscienta poita ca timianta s’umbra de issus’e totu! Unu trabballu mannu, mancai s’arrodi prus mannu de parti mia e de atrus puru, siat istetiu su de ndi essi bessius de su Populu Sardu e nci imbucai ingunis! Estus postu po fintzas in peis sa federazioni, perou cussu segretariu, a s’epoca C. Sanna, at lassau sa Regioni po andai a fai su senadori, sardista eja perou cun sa conca a s’italiana’e totu! In cussu senau, no ses tui chi cambias a is atrus ma is atrus a tui! Imoi po no fai a biri, ca aintrus de custa giunta no contant casi nudha, funti torrendi a morigai s’alliga, de siguru bollint fai a biri ca issus, mancai a fuedhus, tanti a ndi chistionai no costara nudha, bollinti s’indipendentzia, candu mai! Si a chini creit in su progetu politigu de s’indipendentzia no si pinnicara a pari, eus a biri e intendi is solitas cosas, de unu partidu chi no at mai tentu dirigentis cumenti s’ispettara, is movimentus indipentisats pratzius e iscalla croccorigas, ca isperdint su tempus, dinai e gana, in cosas eja importantis ma no utilis a sa causa, sa genti teniri abbisongiu de essi intendia, po su trabballu, s’ambienti, iscola, pensionis, trasportus, sanidadi. Saludus indipendentistas.

    mimmo

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    ????????????

    Messaggio  mimmo il Ven Mag 22, 2009 4:35 pm

    Siete troppo sfiduciati verso il nuovo percorso del psdaz, aspettare poi giudicare mi sembra piu' giusto, oppure la parola d'ordine è sempre creare scompiglio e discredito verso chi piu' di altri riesce in eccellenti operazioni?
    L' impegno verso altre problematiche non manca e non mancherà in futuro.
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    realista

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  realista il Ven Mag 22, 2009 5:12 pm

    Io mi limito a giudicare il presente perchè è quello che conta. Non possiamo criticare il fatto che parlino d'indipendenza anche perchè abbiamo sempre criticato il fatto che non ne parlassero. Per il futuro si vedrà come lavoreranno e se riusciranno a divulgare meglio in sempre più spazi le ragioni dell'indipendentismo. Non possiamo criticarli per questo ma solo dargli sostegno e approvazione. In caso contrario dovrei trovarmi nel dare ragione a mimmo che dice che vogliamo creare scompiglio e discredito anche se non c'è la necessità.

    Marku

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    su pesu e sa misura

    Messaggio  Marku il Ven Mag 22, 2009 5:18 pm

    Saludi Mimmo, conoscendi s'istoria de cussu partidu e calincun'omini chi nci fiada a is tempus de sa bentulara (Sanna, Planetta) su sindigu de Sant'Anna Arresi, chi bolliri chi abbarriri su poligunu de Teulada. Mancai custu partidu siada bintrau in sa maggiorantzia, dh'as a beni a biri, de chi dhu s'ant a donai calincuna cadida e, de chi si nci ant a setzi e pigai una busta paga prus grai, m'eis a nai ca is sardistas funt cambiaus, balla ca nou! S'at a bendi cumenti at fatu, po assessoraus, presidentzias, incarrigus varius, s'indipendentzia podiri abettai. Mori nou eja, ma dhoi passant mrxanis beccius e totu! Saludus indipendentistas.
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    realista

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  realista il Sab Mag 23, 2009 12:05 pm

    Speriamo che non sia così...!!! Comunque una cosa è certa: non potranno essere solo cinque o sei consiglieri a "fare" l'indipendenza. Una cosa però la possono fare: parlarne sotto i riflettori e attirare quanto più l'attenzione sull'argomento.

    mimmo

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  mimmo il Sab Mag 23, 2009 12:34 pm

    Su partidu sardu cun custa motzioni apitzu de s'indipendentzia, at a fai de manera ki si ndi fueddiri in medas familias sardas ki no si funt mai postus preguntas apitzu de custa kistioni, est sa primu borta ki in sa mesa de detzididura prus manna de sa natzioni nosta si fueddara kene barrancus de indipendentzia de manera ufitzali, ddu cumprendeus ki est cosa de importu mannu o depeus sempri castiai apabas, su psdaz at fatu medas sballius ma podit essi puru ki custa est sa borta bona.

    saludus a totus

    lutzedhu

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  lutzedhu il Dom Mag 24, 2009 9:02 am

    Eja. Su tenpus colatu cantu prus a mancu si connosket, po s'inbeniente tocat da aispettare. In su mentres no diat est mancu malu a lis dare unu bonu e discretu apodzu.

    Marku

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    eja!

    Messaggio  Marku il Dom Mag 24, 2009 2:23 pm

    lutzedhu ha scritto:Eja. Su tenpus colatu cantu prus a mancu si connosket, po s'inbeniente tocat da aispettare. In su mentres no diat est mancu malu a lis dare unu bonu e discretu apodzu.

    Saludi Lutzedhu, cuncordu in prenu su chi as nau, poita ca sigundu mei no esistiri s'indipendentismu che cudhu contu'e su vanghelu, segundu custu e segundu cust'atru, bisongiara a trabballai paris totus si si 'ollit a rribbai a s'indipendentzia. Andeus a biri a curtzu e a longu, bastirit'e chi no siat tirai tropu po is longas...Saludus indipendentstas.
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    juanna maria

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  juanna maria il Dom Mag 24, 2009 2:48 pm

    realista ha scritto:... Finalmente il Psd'az fa capire qual'è la differenza fra stare al governo e non esserci.

    Question scusa eh, allora secondo questo discorso, Unidade doveva allearsi con il centro (?) destra , o magari col centro sinistra , a seconda di chi governa
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    Issohadore

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    No sias ke ixau ubbidiente faeddende sa limba de su padronu

    Messaggio  Issohadore il Dom Mag 24, 2009 8:07 pm

    Et komo ki s'ierru k'est koladu, su partzidu de manichedda e company est allistinde sa vetrinedda pro s'indipendentzia, a parre meu at a esser unu mudadura de lumene dae RAS a istatudu ispetziale a un'atteru ki sos bravos palliatzos sardistas setzidos in via Roma l'han a ponnere. Ma abbarrat su problema de s'indipendentzia, nois s' indipendentzia no l'ammus a ottenner mai sighinde de kustu passu. Ma est normale kando bi suni kentu berbekes e tres pastores pius unu tzeraku de unu pastore de un'atteru tatzu 'e berbekes, kussas kentu bestias pesso ki sien attontadas ka no iskini a kie deppen iskurtare; sa solutzione est ki donzi berbeke no askurtat pius a nissunu e pesset pro konka sua, indipendente, libera, uguale e rispettada.

    Pro sos sardos ki gherran pro ottennere su rikonnoskimentu de su sardu komente limba uffitziale in sa Natzione sarda, ma irballian sa metodika komunikativa ka manitzana sa limba italiana, bos lasso kin una poesia de Rimundu Piras...
    O sardu, si ses sardu e si ses bonu,
    Semper sa limba tua apas presente:
    No sias ke ixiau ubbidiente
    Faeddende sa limba 'e su padronu.

    Sa natzione ki peldet su donu
    De sa limba iskumparit lentamente,
    Massimu si ke l'essit dae mente
    In iskritura ke in arrejonu.

    Sa limba 'e babbos e de jajos nostros
    No l'usades pius nemmanku in domo
    Prite pobera e rutza la kreides.

    Si a iskola no ke la jughides
    Po la difunder mellus, dae komo
    Setzis dissarditzende a fitzos bostros (R.P.)
    Saludos
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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  MARIO FLORE il Dom Mag 24, 2009 8:37 pm

    realista ha scritto:MOZIONE MANINCHEDDA: SANNA, PLANETTA; DESSI’, SOLINAS sull’indipendenza della Sardegna.


    Il Consiglio Regionale della Sardegna

    - accertato che lo Stato italiano è largamente responsabile:
    1) dell’inquinamento dei siti industriali più importanti della Sardegna;
    2) della desertificazione del settore manifatturiero in Sardegna;
    3) dell’eccesso di pressione fiscale e tariffaria sulle imprese e sui cittadini;
    4) del sistema di regole e privilegi che sta consegnando la Sardegna a poche imprese dominanti, ormai prossime a configurarsi come oligopoli;
    5) del tentativo di scaricare sul bilancio regionale i costi del welfare, della scuola e degli enti locali, oltre quelli già a carico della Regione, dei trasporti e della Sanità;
    6) della spoliazione culturale derivante da una sistema scolastico monolingue, ostile alla cultura e alla lingua dei sardi, sostanzialmente non diversificato nell’offerta formativa e ormai allontanato dalle aree rurali;

    - accertato che la maggior parte dei fondi statali stanziati negli anni passati per l’industrializzazione della Sardegna sono stati consumati da industrie di Stato che poi hanno abbandonato e continuano ad abbandonare la Sardegna;

    - ricordato che il patrimonio boschivo e ambientale della Sardegna ha subito i maggiori insulti per le concessioni governative concesse dallo Stato;

    - assunto che nei settori della sanità, dei trasporti e della scuola, lo Stato italiano da una parte impone le regole antiquate e oligopolistiche che caratterizzano da sempre la sua storia e la sua cultura, dall’altro scarica interamente i costi di questi diritti sulla fiscalità regionale, cioè sulla ricchezza prodotta dai sardi;

    - constatato il privilegio accordato nel tempo dallo Stato italiano alle regioni del Nord Italia in termini di trasferimenti pubblici, di servizi e di infrastrutture, confermato recentemente dalla rimodulazione del riparto di alcuni fondi Europei che ha determinato che nel Sud e nelle Isole sia rimasto poco più del 30% delle risorse originariamente disponibili;

    - ricordato che del territorio della Sardegna decidono i sardi e non lo Stato italiano

    impegna

    la Giunta Regionale a guidare la Sardegna verso una piena e compiuta indipendenza, avviando con lo Stato italiano una procedura di disimpegno istituzionale che preveda un quadro articolato di indennizzi per la Nazione sarda, in ragione di tutte le omissioni, i danni e le sperequazioni che la Sardegna ha subito prima dal Regno e poi dalla Repubblica italiana.

    I Consiglieri Regionali
    Cagliari, 20 maggio 2009

    Bella e bona pare sa dumanda
    ma unu kontu est'a la fakere settios in KADIRAS
    attera kosa es fatta kun UNIDADE de tottu su populu sardu

    lutzedhu

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  lutzedhu il Lun Mag 25, 2009 7:44 am

    Semus senper tottu in sa matessi pelea; ma fintzas a candho no b'at a essere unu unicu coordinamentu de liberatzione natzionale est pretzisu sos corvos emulare: corvu kin corvu no si ke ocan s'ocru.
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    Plùminus

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  Plùminus il Lun Mag 25, 2009 3:27 pm

    lutzedhu ha scritto:Semus senper tottu in sa matessi pelea; ma fintzas a candho no b'at a essere unu unicu coordinamentu de liberatzione natzionale est pretzisu sos corvos emulare: corvu kin corvu no si ke ocan s'ocru.

    Seu de acòrdiu. Sa mòvida de Maninchedda bolit castiada in positivu. A ghetai ludu apitzus de su chi faint is atrus, pagu o meda chi siat, no torrat a contu a nemus.


    Ultima modifica di Plùminus il Lun Mag 25, 2009 3:31 pm, modificato 1 volta
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    Plùminus

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  Plùminus il Lun Mag 25, 2009 3:28 pm

    Il Psd’Az: «Non votare, meglio l’indipendenza»

    25 Maggio, 2009
    di FILIPPO PERETTI
    da La Nuova Sardegna

    CAGLIARI. Il Psd’Az prende le distanze dalle elezioni europee e cerca di tornare protagonista nella politica sarda con una mozione sull’indipendenza. Primo firmatario Paolo Maninchedda, è stata presentata in Consiglio regionale. «E’ il più grande progetto per il futuro della Sardegna, Cappellacci è d’accordo con noi», giura Maninchedda. Ma gli alleati del Pdl non l’hanno presa bene.
    - Paolo Maninchedda, astensione alle elezioni europee e mozione indipendentista. Perché queste due provocazioni nei confronti degli alleati?
    «Quali provocazioni, sono cose serie, i sardi capiranno che in gioco c’è il loro futuro».
    - Partiamo dalle elezioni. Perché non votare?
    «E’ inutile, i sardi sono tagliati fuori. Meglio far emergere la protesta. Siamo l’unica minoranza linguistica in Europa a non essere tutelata».
    - Non vi piace questa Europa?
    «No, vogliamo un’Europa delle piccole patrie, non degli Stati vecchi e centralisti».
    - E così arriviamo all’indipendentismo. Un sogno non nuovo.
    «Il Psd’Az con la mozione chiede di discutere di numeri, non di sogni».
    - Quali numeri?
    «I numeri del fisco, delle produzioni, dello sviluppo».
    - E cosa dicono i numeri?
    «Che questo tipo di rapporto con lo Stato ci garantisce il sottosviluppo da centocinquant’anni».
    - Perché questa improvvisa riscoperta dell’indipendentismo?
    «Non è improvvisa. Ne abbiamo parlato poco prima delle elezioni all’”Assemblea dei sardi”».
    - Che differenza con lo storico congresso di Porto Torres nel 1981?
    «Ci sono meno legami con l’indipendentismo ottocentesco o con quello post colonialismo. Ora parliamo di rapporto tra sovranità, diritti e sviluppo».
    - Il Pdl ha stigmatizzato la scelta di presentare la mozione indipendentista.
    «Non lo capisco. Il modo corretto di porre un tema all’attenzione è quello di sviluppare un dibattito alto».
    - Il coordinatore Delogu e il capogruppo Diana hanno già detto che il Pdl voterà contro.
    «Che abbiano idee diverse da noi è chiaro e risaputo».
    - Se bocciano la mozione lascerete la maggioranza?
    «No, l’indipendenza non è nell’accordo elettorale».
    - Mi scusi, allora perché chiedete di parlarne?
    «Non è detto che una cosa che non è nel programma non possa entrare nell’agenda politica».
    - Delogu e Diana sospettano che siate solo in cerca di visibilità?
    «Giudizio gratuito. L’indipendenza non è un pretesto».
    - Ma rischia di mettere nei guai la coalizione.
    «No, una maggioranza si tiene meglio con un rapporto dialogante tra soggetti diversi».
    - Delogu e Diana forse la pensano diversamente.
    «Non c’è scritto da nessuna parte che dobbiamo essere per forza d’accordo con Delogu e Diana».
    - Sono i principali dirigenti del Pdl.
    «Noi ci riconosciamo nella sintesi di Ugo Cappellacci».
    - Soddisfatti del governatore?
    «Il discorso sull’autodeterminazione del popolo sardo che ha fatto in aula per Sa Die è moderno, avanzato, direi audace. Cappellacci rappresenta bene la sintesi dell’alleanza».
    - Quali sono le sue parole che vi hanno colpito?
    «Che lo Stato unitario non è più un tabù. Ci piace che parli di Vertenza Sardegna, che pratichi la cultura dell’ascolto e del dialogo. E’ un bel passo in avanti per la politica sarda».
    - Al Pdl non sono piaciute le critiche al governo Berlusconi.
    «E’ una lettura frettolosa, la mozione parla sempre di Stato e di governo».
    - Appunto.
    «Ma come sistema Italia e sistema Sardegna, al di là dei colori dei governi. E’ un problema secolare, non si può ridurlo a una polemica spicciola».
    - Si sono risentiti forse perché è stata appena approvata la legge sul federalismo fiscale.
    «Il federalismo italiano è solo decentramento».
    - La questione dell’insularità vi è piaciuta.
    «Se è solo infrastrutture è banale».
    - Cosa servirebbe?
    «Che prevedesse vere compensazioni, facendo decidere ai sardi».
    - Comunque, gli alleati potevate almeno avvisarli.
    «L’abbiamo fatto».
    - Il Pdl dice di no.
    «Avevamo persino chiesto le loro firme per fare una mozione urgente. Ci hanno detto: intanto presentatela, poi ne parleremo».
    - In molti sono convinti che i sardi da soli non avrebbero fatto meglio di quanto ha fatto l’Italia.
    «Io non ne sono convinto».
    - E cosa pensa?
    «Che è la responsabilità che ti fa crescere».
    - Vuol dire che…
    «Che ha sempre deciso lo Stato su ogni cosa».
    - Ma ora è sempre più marcata la tendenza a far decidere le Regioni.
    «E’ vero, ma è un trucco».
    - Come un trucco?
    «Lo Stato dice: pagate tutto con la ricchezza che producete. Ma poi nega la cosa più importante: la regolazione».
    - In che senso?
    «Che siamo obbligati a spendere i nostri soldi con le regole dettate dallo Stato o dall’Europa. Sa che cosa significa in Sardegna?».
    - Dica.
    «Che gli oligopoli ci stanno soffocando: energia, cemento, portualità, tutto costa molto di più. E le tasse? Non possiamo creare vantaggi agli investitori, la scuola è quella che ci viene imposta, così la sanità, secondo logiche estranee».
    - Scusi, ma se si va verso l’indipendenza la Sardegna dovrebbe farcela da sola. Non è così?
    «Certo».
    - E i soldi?
    «Francesco Pigliaru ha calcolato che ora lo Stato trasferisce 2.800 euro pro capite non prodotto dal pil sardo».
    - Circa mezza finanziaria regionale. Un bel disavanzo.
    «Siamo una società piccola, con un territorio eccezionale, se rendiamo davvero vantaggioso lavorare in Sardegna altro che 2.800 euro pro capite che si potrebbe produrre».
    - Tutto dando ai sardi la possibilità di mettere le regole?
    «Già. Vogliamo contare quanti danni ci provoca la politica europea su latte, uva, olio e quant’altro senza che lo Stato ci difenda?».
    - Le imprese esterne investirebbero di più?
    «Proviamo a defiscalizzarle e vediamo».
    - E l’erario?
    «Se lasciamo Iva e Irpef togliendo tutto il resto non ne avrebbe alcun danno».
    - Autosufficienti da un giorno all’altro? Poco credibile.
    «Ma noi non prevediamo un processo rivoluzionario ma un riformista, diluito nel tempo, senza contraccolpi. Per questo vogliamo iniziare a discuterne».
    - Una terra sovrana, come dite, dovrebbe preoccuparsi della Difesa. In questo caso i conti non tornano.
    «E’ vero, ma è anche vero che i conti non tornano per nessuno, perché dovrebbero tornare solo per noi?».
    - Come per nessuno?
    «La Nato ormai paga la Difesa per tutti. Compresa l’Italia, comprese le nuove repubbliche indipendenti dell’Est europeo. Se è giusto per loro…».
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    eleonora

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  eleonora il Lun Mag 25, 2009 10:21 pm

    [quote="MARIO FLORE"][quote="realista"]MOZIONE MANINCHEDDA: SANNA, PLANETTA; DESSI’, SOLINAS sull’indipendenza della Sardegna.


    FUEDDANT'AICCI POIT Si FUNTI SEZZIUSU IN UNA CADIRA CHI DI SIS TORRAD'ACCONTU
    E'NCI OLLINT'ABARRAI.

    a tutto quello che dicono ci credo poco,spero che chi li stà ascoltando apra gli occhi e guardi indietro
    a si fueddai

    lutzedhu

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    Re: Psd'az e indipendenza

    Messaggio  lutzedhu il Mar Mag 26, 2009 7:46 am

    Su torracontu lu dian aere mascamente arrunbandhe mutos supra tzertos temas e dandhe abbaculu a sa majorantzia politica ki los ospitat. Intantu pro como, an fattu unu isseperu ki los ponet intro 'e su matessi caminu nostru. No si potet faker finta'e nudha. Si non damus fide a sos ki si aperin a s'obiettivu comune amus giai pertu; si poi no fin sìntzeros e sas cosas no andhana comente si toccat, sa cara la perden senper issos.

    Marku

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    Frantziscu Casula narara...

    Messaggio  Marku il Mar Mag 26, 2009 10:38 am

    La storia insegna
    Per una nuova carta de logu
    Del Partito sardo
    d’Azione il tema
    dell’indipendenza,
    carsicamente,
    scompare e riappare.
    Nei giorni scorsi è ritornato
    alla ribalta con una
    mozione che invita la Giunta
    al disimpegno con lo stato.
    A presentarla e sottoscriverla
    è stato l’intero gruppo consiliare
    sardista. I maligni e gli
    avversari la giudicheranno
    strumentale e propagandistica:
    finalizzata a comporre i
    conflitti interni e a sedare
    tutti quei malumori che iniziano
    a serpeggiare nel corpo
    del partito, soprattutto fra i
    militanti più severi ed esigenti
    che mal sopportano l’appiattimento
    sulla alleanza con
    il centro destra e sulla Giunta,
    che non tutti hanno ancora
    metabolizzato e che è
    stata causa di una dolorosa
    scissione prima delle elezioni.
    Sia come sia, è da valutare
    positivamente il colpo di reni
    con cui Maninchedda, Sanna
    e compagni, fuoriescono dalla
    palude della semplice gestione
    e amministrazione della
    miseria dell’esistente e mettono
    all’ordine del giorno
    l’obiettivo della Indipendenza
    della Sardegna: individuando
    con nettezza il neocolonialismo
    dello Stato italiano responsabile
    dell’inquinamento
    dei siti industriali, della
    desertificazione del settore
    manifatturiero, dell’eccesso di
    pressione fiscale che sta consegnando
    la Sardegna a poche
    imprese dominanti, con il
    tentativo di scaricare sul bilancio
    regionale i costi del
    welfare, della scuola e degli
    enti locali e con la spoliazione
    culturale derivante da
    un sistema scolastico monolingue,
    ostile alla cultura e
    alla lingua dei sardi Bene.
    Che il Consiglio discuta e subito
    la mozione ma soprattutto
    metta mano al Nuovo
    Statuto come vera e propria
    Carta costituzione di sovranità,
    strumento indispensabile
    per iniziare a porre fine
    alla dipendenza e al dominio
    dello Stato sulI’isola. Ma nessuno
    si illuda di poter riscrivere
    lo Statuto sardo stando
    comodamente nel chiuso delle
    aule del Consiglio regionale:
    occorre invece una
    grande Assemblea Costituente
    del popolo sardo che coinvolga
    e incroci la gente, i lavoratori,
    in una discussione
    collettiva in cui oltre a stabilire
    i nuovi poteri e competenze
    dello Statuto, emergano
    i bisogni, gli interessi, le
    idealità e le finalità di cui il
    popolo sardo abbia la volontà
    di impregnare la nuova Carta
    de Logu.
    Storico

    Andeus a biri, si custa borta si bollint fai is cosas in su seriu o sa manera de nisciunu logu. Saludus indipendentistas.
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    *sardus.filius*

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    Psd'Az.? Autonomismu indipendentista cun mozione!

    Messaggio  *sardus.filius* il Mar Mag 26, 2009 2:04 pm

    caros cumpagnos,
    da su primu momentu chi su Psd'Az. hat presentadu sa "mozione subra s'indipendentzia" in cussizu regionale, mi l'hapo posta in dananti, l'hapo esaminada e disaminada arrivende a cungruer' chi siat una leada po su culu si no' propriu unu veru e propriu "bluff" autonomisticu. Sos cummentos positivos e a bortas estasiados de sos internautas sardistas chi frequentan' S&L no bos deven' traer' in ingannu, no si tratat (in veridade) de una mozione indipendentista ma de sa solita trapolineria istudiada po criare ancora pius cunfusione intro s'area "pro s'Indipendentzia sarda". Bos iscrio custas peraulas ca, in sa "mozione", issos impignan' sa giunta regionale "avviando con lo Stato italiano una procedura di disimpegno istituzionale che preveda un quadro articolato di indennizzi per la Nazione sarda", ma bi lis hapo fatu osservare in d'unu post chi no m'han' publicadu (a propositu, creo de esser' unu de sos chi detenen' su record de cartellinos rugios, oramai est a intermitenza chi mi lean' sa peraula e, in su situ de sa ....Libertade, mi che faghen' fora!), s'INDIPENDENTZIA NO EST COSA CHI SI PODET MEDIARE O CUNTRATARE, no est cosa chi ti poden' cuntzeder' sos ateros, ma est un'istadu 'e s'essere chi si podet solu conchistare, sa sovranidade est aflatu ispirituale, unu bene immateriale chi si tenet o no si tenet, no est cosa chi si misurat a grados!
    In democrazia sa sovranidade est de su populu, sa Giustizia "'enit fata" in nomen' de su populu, est su populu chi eleget sos proprios rapresentantes po amministrare su bene pubblicu e, cando sa sovranidade de su populu 'enit "limitada", no si podet pius faeddare de vera e propria democrazia, ma de calchi cosa chi l'avicinat e l'assimizat senza però esser' su chi si narat chi siat o depat esser'. Sun' cuncetos de filosofia chi parian' assolutos finas a cando no s'est impostu custu "relativismu" (finas terminologicu) chi nos faghet sentire siguros e tranquillos che fodza 'e figu in atunzu!
    Sa movida de Maninchedda, narat Pluminus, cheret osservada in positivu ma Maninchedda no si proponet in positivu e si mustrat impreparadu in su momentu chi li fato presente comente s'Istadu, sa "procedura di disimpegno istituzionale", l'hepat cumintzada da sos annos '80, est sa Regione chi no s'est sostituida in sas funziones chi li sun' bennidas in cabu e, sa situazione chi semus bidinde (finas in s'economia 'e sas campagnas e in s'agricoltura pastorigada) est su frutu de custa oramai terminale piaga tipica italiana de s'"afutidinde".
    Semus s'unica Minorantzia Linguistica istorica in Europa chi no tenet tutela e valorizzazione, Plumì..., l'hat nadu Maninchedda chi est Presidente de sa Commissione bilanciu in Cussizu regionale, ma no ischit (foltzis) chi s'Italia hat postu in campu totu sos elementos giuridicos, politicos e legislativos po chi s'esserat potida valorizare e, comente po tantas ateras cosas, sa Regione s'est mustrada incapace e incumpetente. Mustrendesi semper' ativa a blocare dogni iniziativa chi esserat tentu sa figura de un anelidu 'e libertade.
    Maninchedda no tenet neghe, hat ereditadu unu sistema isquinternadu chi no andat mancu a fune e faghet abba da dogni ala. S'Indipendentismu chi si mustrat in "sa mozione subra s'Indipendentzia" de su Psd'Az. in Cussizu regionale, si rivelat in s'analisi un ennesimu tentativu de fagher' passare adzu po chibudda.
    S'Indipendentzia (e s'indipendentismu) no est cosa chi si mediat o si misurat a prammos (che.i s'homine), sa mozione sardista in Cussizu regionale est de bullare comente "new Autonomist" travestida de Indipendentista. S'indipendentzia no est cosa chi prevedat "quadros", articulados (o de articulare) de indennizos po sa Nazione sarda. S'indennizu pius mannu e pius bellu est su riscatu 'e sa libertade nazionale sarda, ossiat s'Indipendentzia, ma est cosa chi nos podet dare solu sos sardos, dogni ateru tipu e forma de indipendentzia perpetuat sas rejones de sa dipendentzia e, economicamente, su depidu e sos iscumpensos de sos ateros chi, comente semper', sighimos a pagare nois. Est ora, penso, de s'ischidare, issos sun' faghinde sa festa a nois e nois devimus fagher' sa festa a issos!!!


    Cuddu sero hapo connotu a GION LOI e l'hapo prummissu su link a su Chizone web chi ancora no connoschet.
    Su chizone web est in http://sardusfilius.spaces.live.com, si bi faghides unu brincu b'est sa fotografia chi hapo tiradu finas a Peppe Luisi Pala (chi ancora no hat pisciadu su Nuraghe Losa cun auspiciu de birra Moretti. No Ichnusa, ca Ichnusa diat a esser' tropu lussu po issos!!!!)
    Ciao!

    Marku

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    pisciara eja o nou?

    Messaggio  Marku il Mar Mag 26, 2009 3:13 pm

    Saludi bona genti, deu seu narendidhu giai de candu est passau s'archeo nanu, cun is archeos sardistas, ca bisongiara a scioberai una dì, de essi in d'una bella pariga, andai a Losa a ndi bogai s'arrastu de cussa genti de pagu'eni! Inoi in su sulcis nc'est genti chi est abettendi a dh'organizai, cun tanti de telebisuras e giornalistas puru, sa giornada titulada "sa dì e sa pisciara", arrodi! Su PSd'Az, a borts o casi sempri est che cudhu contu de su seratzu, o nou? Saludus indipendentistas.

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    Re: Psd'az e indipendenza

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