SARDIGNA NATZIONE INDIPENDENTZIA - UNIDADE INDIPENDENTISTA

Su Forum de sos Indipendentistas Sardos / Il Forum degli Indipendentisti Sardi


    Domattina su La Nuova del 5 maggio, questa Lettera dell'imprenditore Sardo D'Onofrio

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    Europeista

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    Domattina su La Nuova del 5 maggio, questa Lettera dell'imprenditore Sardo D'Onofrio

    Messaggio  Europeista il Mar Mag 05, 2009 1:45 am

    Finalmente imprenditori nazionalisti con gli attributi:

    http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Lettera%20D%27Onofrio.pdf

    Torchitoriu II

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    Re: Domattina su La Nuova del 5 maggio, questa Lettera dell'imprenditore Sardo D'Onofrio

    Messaggio  Torchitoriu II il Mar Mag 05, 2009 7:01 am

    niente di nuovo,
    http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=111848&v=2&c=1489&t=1

    ...
    ...si tratta di sola ed inerte, protesta.

    Marku

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    sa protesta

    Messaggio  Marku il Mar Mag 05, 2009 12:20 pm

    Saludi, apu liggiu cun attentzioni manna sa litra de protesta de Franciscu Donofrio, scetti ca est abbarrara una litra'e bastara! Nc'est aria de serrara, in Porto Vesme, in Portu Turre, in Bidha'e Cresia. Custa de su G8 ca pariara una cosa chi essit aggiudau sa Gadhura, cun operas importantis, s'est trobedhara e furriada contras a nosus'e totu, is italianus faint e isciusciant in domu nostra, cun su dinai nostru, certu ca no ndi besseus de is casinus e no isvilupaus nudha in nisciunu settori. Si nosus no agataus sa gana de si furriai de diaberus, no ndi bogaus peis de is chistionis, poita ca diacci a dha pigai in bucciacca no est scetti s'impresa sarda, ma is trabballadoris chi abbarrant chentza de trabballu e de isperu. Saludus indipendentistas.
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    Europeista

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    Re: Domattina su La Nuova del 5 maggio, questa Lettera dell'imprenditore Sardo D'Onofrio

    Messaggio  Europeista il Mar Mag 05, 2009 1:59 pm

    Da quando è partita questa storia ci siamo avvicinati alla protesta di D'Onofrio (che sta avendo da qualche settimana anche un buon riscontro su Facebook) ma servono nuove iniziative.
    Quello che mi inquieta dell'indipendentismo è che continua di riflesso con il vecchio Marxismo classista: Manifesta poco per gli operai, e gli imprenditori (che quegli operai li paga) non li caga neppure.
    I movimenti a limite si gasano o danno risalto solo alle loro putt***te folkloristiche (come tante se ne sono viste) ma di consolidare un vero indipendentismo che coinvolga ogni ceto sociale e professionale manco l'ombra.

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    Re: Domattina su La Nuova del 5 maggio, questa Lettera dell'imprenditore Sardo D'Onofrio

    Messaggio  lutzedhu il Mar Mag 05, 2009 11:19 pm

    Europeista ha scritto:Da quando è partita questa storia ci siamo avvicinati alla protesta di D'Onofrio (che sta avendo da qualche settimana anche un buon riscontro su Facebook) ma servono nuove iniziative.
    Quello che mi inquieta dell'indipendentismo è che continua di riflesso con il vecchio Marxismo classista: Manifesta poco per gli operai, e gli imprenditori (che quegli operai li paga) non li caga neppure.
    I movimenti a limite si gasano o danno risalto solo alle loro putt***te folkloristiche (come tante se ne sono viste) ma di consolidare un vero indipendentismo che coinvolga ogni ceto sociale e professionale manco l'ombra.
    Sa protesta de D'Onofrio meritat s'attentzione de sos movimentos indipendentistas. Lassandhe a bandha su G8; sa sustantzia de sa cuntestazione marcat s'umiliatzione ki su populu sardu subit,in d'onzi ordine e gradu, dae parte de unu potere istranzu, kin s'avallu de custa democrazia inicua ki permittit a sos amministratores sardos de arrunbare perennemente incrunatos, a novanta grados, pro unu vanu titulu de onorevole e una sustantziosa busta paga tottu a garrigu de custu umile e iscoratu populu.

    Marku

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    solidadiedadi e formas de lota

    Messaggio  Marku il Mer Mag 06, 2009 1:56 pm

    Ciao Marco,
    grazie per il tuo sostegno, la tua valutazione è corretta e purtroppo oggi parlare di politica significa etichettarsi come PDL o PD.
    A me mi hanno etichettato come uomo di sinistra chiaramente perché oramai viviamo una politica incapace di auto criticarsi le uniche critiche si fanno all'opposizione. Io comunque sono stanco di assistere a questo scempio e non voglio neanche entrare nel merito di cosa è giusto e cosa è sbagliato, io voglio certezze e gente che mi rappresenti e che nel farlo dimostri di avere capacità e coraggio.
    Gli eventi di questi giorni sono pietosi e purtroppo dimostrano debolezze ma soprattutto un sistema politico attento agli interessi dei partiti e non del popolo, la forza di questo sistema è il silenzio della gente comune che comunque sia non ribellandosi conferma la frase che ogni popolo ha il governo che si merita e noi probabilmente ci meritiamo Berlusconi.
    Io comunque ai miei figli voglio dare una certezza che il loro padre si è battuto ed ha protestato almeno non potranno rivolgersi a me da grandi per criticare il fatto che questa ns. generazione e classe dirigente è stata incapace.
    Ciao e ti tengo aggiornato su nuove iniziative.
    Francesco D'Onofrio

    -----Messaggio originale-----

    Oggetto: Fortza Paris

    Caro Francesco, ho letto e riletto la tua lettera inviata allo pseudo
    presidente sardo, ma ho qualche dubbio che faccia o accenni qualche
    protesta nei confronti del suo padrone, aveva pure detto che si sarebbe
    incatenato, poi una telefonata lo dissuase “dall’insano gesto”, che
    roba! Noi sardi abbiamo un grande torto, non ci ribelliamo! Ci hanno
    sparato addosso, ci hanno chiuso le miniere a loro piacimento, ci
    deturpano le coste e l’ambiente, ci chiudono le fabbriche, che tra l’
    altro non trattano materie prime sarde, insomma di tutto e di più! D’
    altro canto, c’è un panorama sindacale disastroso, oltre a non
    difendere i diritti dei lavoratori, non è propositivo per altri
    settori, se non accadeva l’alluvione, tutti o quasi avevano chiuso gli
    occhi sui possibili disastri nel territorio, ma al solito nessuno paga
    o è responsabile! Inoltre, noi sardi facciamo il loro gioco ci
    dividiamo, in tanti partiti e movimenti autonomisti e indipendentisti,
    una classe borghese assente e incapace di trainare il popolo sardo
    verso un Progetto di sano indipendentismo, perché l’annessione all’
    Italia, come puoi constatare ce la fanno piangere con lacrime bollenti!
    Noi no, non abbiamo capito e continuiamo a essere servi, un pò come il
    PSd’Az, che si è schierato con il padrone di turno, quello che ha
    scambiato un nuraghe per un grande magazzino, sino a quando noi
    continueremo a svendere anche il più arcano dei nostri valori leganti
    alla nostra terra e non ci siederemo tutti quanti intorno a un tavolo a
    discutere di che cosa vorremmo che fosse la nostra terra e la nostra
    società, continueremo a inseguire false chimere italiote, noi e solo
    noi stiamo decidendo sulle sorti pure delle future generazioni: SCHIAVI
    o SERVI!!?? Non fermiamoci alla mera protesta e non mettiamoci a fare i
    distinguo, in queste situazioni che durano da decenni a rimetterci
    siamo un po’ tutti, imprenditori e lavoratori, non c’è distinguo quando
    è chiamato a pagare l’intero popolo le avventure di un governo
    regionale e italiota che non rappresentano le aspirazioni dei sardi di
    qualsiasi ceto sociale. Dobbiamo renderci conto che, non si può
    continuare a mettere le valigie in mano ai giovani, che vanno ad
    ingrossare il capitale altrui, con la loro intelligenza e capacità,
    sfatiamo pure la stupidata che dice che noi non sappiamo essere
    imprenditori, leviamoci di dosso il fango che ci ha versato addosso il
    colonialismo straniero, che ci ha tagliato la lingua, che ci nasconde
    la nostra storia, che ci nega la memoria di popolo e nazione!
    Liberiamoci di questa zavorra che si chiama Italia, guardiamo all’
    Europa e diventiamo protagonisti attivi e artefici della nostra storia
    di uomini e di Sardi!

    Saludi e trigu,

    Marco Cannas

    Marku

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    Is contus

    Messaggio  Marku il Lun Mag 11, 2009 12:23 pm

    Maddalena d'oro
    di Fabrizio Gatti
    Costi dei lavori lievitati. Appalti nel mirino dei Pm. Il vertice traslocato. Ora all'isola resta un polo velistico di pregio. Ma anche un albergo di lusso. Che nessuno vuole gestire


    Doveva essere l'hotel delle notti di Obama e Sarkozy, il cinque stelle superiore dei capi di Stato del mondo. È già una cattedrale nel deserto, con la sua facciata bianca stretta tra un capannone della Marina militare, una strada trafficata e il mare senza spiaggia che qui, e solo qui su tutta l'isola, a volte puzza di fogna.

    Nessuno vuole gestire il più grande dei due alberghi costruiti alla Maddalena per il G8 che non si farà. La gara indetta dalla Protezione civile è andata deserta. Perché, almeno per pareggiare il capitale già speso, lo Stato o la Regione Sardegna dovrebbero affittare l'albergo a un imprenditore che a sua volta dovrebbe far pagare mille euro a notte per queste stanze con vista da motel. Una cifra folle e completamente fuori mercato. Qualcosa non ha funzionato nel controllo dei costi, come 'L'espresso' aveva già scoperto nel dicembre scorso. Ma i dubbi adesso sono ufficiali. Tutte queste opere sono sotto inchiesta.

    LA TABELLA: TUTTI I COSTI DEI LAVORI


    Interventi propedeutici capo Vaticano e nucleo ambulatori area exArsenale 28.116.000
    Ristrutturazione adeguamento impianti aree Marina militare 12.137.000
    Realizzazione residenza forte Carlo Felice (albergo 1 exOspedale militare) 60.000.000
    Palazzo conferenza e area delegati 52.100.000
    Realizzazione residenza Arsenale albergo 2 48.400.000
    Servizi di supporto e ristrutturazione Stecca Arsenale 23.436.000
    Adeguamento porto Arsenale, bacino e ricettività marittima 41.610.000
    Nuovo impianto di depurazione e potabilizzazione per l'isola 11.809.500
    Caratterizzazione e bonifica dell'Arsenale 5.500.000
    Logistica per la bonifica e smaltimento merci e rifiuti 18.640.500
    Ospedale da campo 2.600.000
    Adeguamento Ospedale civile 1.500.000
    Intervento su ponte di Caprera 2.500.000
    Totale contrattuale 308.649.000
    Totale con rincari in corso d'opera 377.500.000
    Riduzione costi con trasferimento del G8 a L'Aquila (stima) 50.000.000
    Totale costo intervento a La Maddalena 327.500.000
    Termine lavori 31/05/2009
    Personale impiegato al 04/05/09 1600 Operai, Tecnici e Progettisti

    I carabinieri del Ros stanno indagando sulla catena di appalti. Un'indagine condotta per il momento dalla Procura di Firenze. Anche il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, commissario delegato per il G8 e responsabile dell'applicazione delle procedure d'urgenza, ha avviato un'indagine interna. Un provvedimento seguito pochi giorni fa dalla decisione del Consiglio dei ministri di chiedere per decreto il taglio retroattivo dal primo marzo delle maggiorazioni alle imprese per le lavorazioni su più turni, dei premi di produzione e la riduzione del 50 per cento dei compensi per le prestazioni professionali destinati a progettisti, esecutori e collaudatori. Maggiorazioni, premi e compensi confermati da almeno 16 tra ordinanze e decreti voluti, firmati o proposti dal governo e dalla Protezione civile. Un dietrofront che limita (di poco) i danni per le casse statali, ma anche le possibili responsabilità giudiziarie di funzionari e controllori, tuttora da identificare, che prima avrebbero avvallato le spese e ora stanno lavorando per contenerle. Letta così la decisione di Silvio Berlusconi di trasferire il vertice a L'Aquila, non è solo un atto d'affetto e un doveroso impulso al risparmio. È anche una via d'uscita necessaria. Forse bastava una formulazione più moderata dei preventivi e dei contratti. E i soldi per l'evento sarebbe bastati.

    La domanda da cui parte l'inchiesta dei carabinieri del Ros è una: nella formulazione delle offerte, c'è stata o meno concorrenza tra imprese? Un dubbio che hanno avuto anche i vertici della Protezione civile. Nel giugno 2008 Bertolaso chiede al professor Gian Michele Calvi come poter verificare se alla Maddalena si stia spendendo più del necessario. Calvi, oltre che amico del capo della Protezione civile, è tra i massimi esperti di ingegneria antisismica e membro della Commissione grandi rischi. Pochi giorni dopo il professore, che insegna a Pavia, viene accompagnato a visitare i cantieri. Sempre in quei giorni un'ordinanza di Berlusconi sostituisce il soggetto attuatore degli appalti Angelo Balducci con il suo collaboratore Fabio De Santis e istituisce una commissione di tre esperti: «Al fine di assicurare un'adeguata attività di verifica degli interventi infrastrutturali posti in essere dai soggetti attuatori in termini di congruità dei relativi atti negoziali», è scritto nell'ordinanza. Insomma, un'indagine su interventi e contratti. In autunno viene sostituito anche De Santis e a capo degli appalti è nominato il professor Calvi. La questione dei costi continua a preoccupare.

    Calvi avvia le verifiche delle spese, voce per voce. E a fine febbraio spedisce tutti i progetti al Consiglio superiore dei lavori pubblici perché esprima un parere. Presidente di questo consiglio è proprio Angelo Balducci, nel frattempo promosso dal ministro Altero Matteoli al vertice del massimo organismo di controllo del ministero. «È vero che il Consiglio si trova a dover valutare provvedimenti di spesa approvati quando Balducci era soggetto attuatore», spiega una fonte vicina alla struttura di missione della Protezione civile alla Maddalena, «ma Balducci conosce i cantieri e gli imprenditori che hanno vinto gli appalti. E forse è l'unico funzionario di Stato in grado di far accettare a quegli imprenditori tagli ai loro incassi. Il rischio è sempre quello dei ricorsi».
    (07 maggio 2009)

    sarduliberu

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    Re: Domattina su La Nuova del 5 maggio, questa Lettera dell'imprenditore Sardo D'Onofrio

    Messaggio  sarduliberu il Lun Mag 11, 2009 3:15 pm

    lutzedhu ha scritto:
    Europeista ha scritto:Da quando è partita questa storia ci siamo avvicinati alla protesta di D'Onofrio (che sta avendo da qualche settimana anche un buon riscontro su Facebook) ma servono nuove iniziative.
    Quello che mi inquieta dell'indipendentismo è che continua di riflesso con il vecchio Marxismo classista: Manifesta poco per gli operai, e gli imprenditori (che quegli operai li paga) non li caga neppure.
    I movimenti a limite si gasano o danno risalto solo alle loro putt***te folkloristiche (come tante se ne sono viste) ma di consolidare un vero indipendentismo che coinvolga ogni ceto sociale e professionale manco l'ombra.
    Sa protesta de D'Onofrio meritat s'attentzione de sos movimentos indipendentistas. Lassandhe a bandha su G8; sa sustantzia de sa cuntestazione marcat s'umiliatzione ki su populu sardu subit,in d'onzi ordine e gradu, dae parte de unu potere istranzu, kin s'avallu de custa democrazia inicua ki permittit a sos amministratores sardos de arrunbare perennemente incrunatos, a novanta grados, pro unu vanu titulu de onorevole e una sustantziosa busta paga tottu a garrigu de custu umile e iscoratu populu.

    Marku

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    arrangiamus e cravillamus? no, cravillamus e boh!

    Messaggio  Marku il Ven Mag 15, 2009 11:50 am

    G8, ora il governo intima ai sardi: "Finite le opere con i vostri soldi"
    «La nuova strada sarà realizzata e verranno completate tutte le opere del G8»
    ROMA. La Maddalena con i cantieri ancora aperti e il G8 che se ne va, la Sassari-Olbia senza più un soldo, la Tirrenia che rischia l’a mputazione delle linee per Genova: un guaio dopo l’altro. Ma tutto andrà a posto, assicura il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, dopo un vertice a Roma a cui ha partecipato anche Silvio Berlusconi. L’impegno preso qualche giorno fa dal premier di risarcire la Sardegna per il trasferimento del G8 all’Aquila si materializza nelle promesse fatte ieri sera da Cappellacci: il completamento dei lavori alla Maddalena e l’apertura del cantiere della Sassari-Olbia.
    «Ora teniamo alta la guardia e difendiamo il risultato con le unghie e con i denti - dice il governatore -. Festeggerò solo a lavori conclusi». È un Cappellacci «moderatamente ottimista» quello che esce dal vertice con Berlusconi («L’ho trovato in forma, anche se un po’ provato»), il sottosegretario Gianni Letta, il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Altero Matteoli, e quello per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto.
    Il caso Tirrenia. Cappellacci rivendica un altro risultato positivo: il governo ha aperto il confronto con le Regioni in tema di trasporti marittimi e «per la prima volta parteciperà ai lavori anche la Sardegna». Per mercoledì 13 maggio il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha convocato i sindacati per affrontare le questioni legate alla privatizzazione della Tirrenia. Un processo che avrà conseguenze anche sulle compagnie regionali del gruppo (la Saremar in Sardegna): nella trattativa tra la commissione Ue e il governo italiano rientra infatti un piano per razionalizzare queste linee.
    La quattro corsie. C’era grande attesa nel nord Sardegna per la missione romana di Cappellacci, annunciata come decisiva per il destino della Sassari-Olbia. I lavori avviati per il G8 alla Maddalena, ha annunciato il governatore, saranno completati. Per gli altri, Sassari-Olbia compresa, «sarà convocata una conferenza di servizi dopo l’estate», dice Cappellacci. C’erano due problemi da risolvere: «Il finanziamento, che esiste sempre nei fondi Fas regionali e potrà essere sbloccato. E la rapidità dei lavori, per i quali saranno ripristinate le procedure straordinarie del G8».
    470 milioni. I soldi per la Sassari-Olbia furono stanziati dal governo Berlusconi il 29 agosto 2008 e bloccati in ottobre. Non ha rimesso in circolo i 470 milioni per la quattro corsie neppure il maxi-stanziamento di quasi 18 miliardi deciso il 6 marzo dal Cipe per decine di opere pubbliche. Il paradosso è che tra queste la Sassari-Olbia era l’unica subito realizzabile: dopo l’ordinanza di agosto la struttura di missione del G8 aveva dato il via alle gare d’appalto, e l’apertura dei cantieri era prevista entro la fine del 2008.
    Rotte a rischio. Per quanto smentite dal ministro Matteoli, non cessano le voci su possibili tagli delle rotte Tirrenia tra Genova e Porto Torres e Olbia. «Sarebbe davvero incredibile - è il commento del presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando -. Ho parlato con l’amministratore delegato della Tirrenia, Franco Pecorini, e da lui ho avuto l’assicurazione che da parte della compagnia non esiste alcuna intenzione di tagliare linee. Pecorini mi ha invece confermato che è intenzione del governo operare tagli ai finanziamenti che oggi vengono assegnati alla Tirrenia, anche per lo svolgimento di servizi a carattere sociale».
    (14 maggio 2009)
    Cosa'e maccus, perou in sa RAS, seu siguru ca nu funt riendi!!

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    Re: Domattina su La Nuova del 5 maggio, questa Lettera dell'imprenditore Sardo D'Onofrio

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